Giornata della memoria: “inciampare” per non dimenticare

Giornata della memoria: “inciampare” per non dimenticare

Camminare per le strade di Seregno oggi significa compiere un percorso attraverso la storia, dove piccoli blocchi d’ottone incastonati nel selciato ci costringono a fermarci e ricordare.
Le Pietre d'Inciampo della nostra città sono frammenti di vite spezzate, un percorso attraverso la memoria diffusa iniziato dall’artista tedesco Gunter Demnig nel 1992 a Colonia.
Ad oggi, le Pietre d’Inciampo sono oltre 130.000 in tutta Europa, sparsi per il tessuto urbanistico delle città per restituire un nome e una storia ai cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti.

A Seregno, le pietre d’inciampo sono quattro e sono collocate in punti differenti dela città.
In Piazza Caprera, viene ricordato Ferdinando Silva, muratore e padre di famiglia deportato in Germania come internato militare dopo l'armistizio. Ferdinando morì a Gelsenkirchen nel 1944.
In piazza Liberazione, la pietra dedicata a Luigi Camisasca ricorda il calzolaio e barelliere che, catturato sul fronte greco, si spense a Osnabrück a un soffio dalla fine del conflitto.
Il mosaico della memoria prosegue in piazza Martiri della Libertà con Giovanni Re: intellettuale e comandante partigiano. Giovanni fu insegnante di musica e veterano della Grande Guerra, arrestato e deportato al campo di Leitmeritz per aver organizzato la resistenza locale e aver supportato le bande operative sui monti.
Infine, in via Trabattoni 83, le pietre della famiglia Gani-Zaccar ricordano Giuseppe, Speranza e i figli Regina, Ester e il piccolo Alberto. Fuggiti dalle leggi razziali e protetti inizialmente dalla solidarietà della famiglia contadina dei Casati alla Ca' Bianca, furono traditi da un delatore e deportati ad Auschwitz. I genitori e Alberto, l'unico bambino su quel convoglio, finirono subito nelle camere a gas, mentre le sorelle perirono poco dopo a Bergen-Belsen.

La quinta pietra d’inciampo seregnese verrà posata Sabato 31 Gennaio 2026, alle ore 15:00, in via Stefano da Seregno. In questa occasone si ricorderà la vita di Claudio Appennini, Internato Militare Italiano morto a Kustrin nel 1945.

Ogni qualvolta che viene posta una pietra d’inciampo, la comunità di quel luogo è portata idealmente a "inciampare" nel passato per non dimenticarlo.